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Positivi risultati del progetto sperimentale " Pascolo ovino controllato”

Alla fine del mese di ottobre si è concluso il secondo anno di sperimentazione del progetto di Pascolo Ovino Controllato, gestito anche quest’anno dal Consorzio Forestale Alta Valtellina con il contributo della Comunità Montana Alta Valtellina.
L’iniziativa riprende analoghe attività, condotte tra gli anni ottanta e novanta dalla Comunità Montana Alta Valtellina con greggi provenienti dalla Toscana, e poi sospese per l’insorgenza di problematiche igienico-sanitarie e per gli alti costi di trasporto delle greggi.
Il progetto si prefigge di contribuire a contenere i fenomeni di abbandono di estese superfici a prato e a prato pascolo, con progressivo inserimento di sterpi ed arbusti, e successivo conseguente avanzamento del bosco, e di contenere il fenomeno ormai diffuso ovunque del pascolo brado e incustodito.
Le attività sono iniziate quest’anno con il conferimento dei capi da parte dei proprietari residenti in Alta Valtellina, mediante la formazione di due greggi, affidati alla custodia di due aziende agricole del comprensorio.
Il primo gruppo, composto di 228 capi ha percorso le aree comprese tra la frazione di Oga e l’alpeggio di S. Colombano in comune di Valdisotto.
Il secondo gregge, che comprendeva 425 capi, ha percorso le zone poste tra le località Ciuk e Le Pocce, in comune di Bormio, per poi spostarsi verso Calvarana, Sobrettina, Sobretta Bassa, Sclanera, Plaghera, Tresero, fino alla Valle dell’Alpe, nel comune di Valfurva, ove ha pascolato parte dell’alpeggio omonimo.
La principale novità rispetto allo scorso anno è consistita nell’aver attivato due greggi, permettendo di operare la manutenzione di una superficie più che doppia rispetto allo scorso anno. Inoltre, con la collaborazione dell’Associazione Provinciale Allevatori di Sondrio, un gregge è stato costantemente sottoposto a controllo delle condizioni sanitarie ed è stata effettuata la sverminatura di tutti i capi all’inizio della monticazione.
Il progetto si affianca ad un’analoga esperienza intrapresa nel comune di Livigno già da più di dieci anni e che sta dando risultati molto positivi. Complessivamente sono quindi circa 1500 i capi ovini che nel corso dell’estate sono sottratti al pascolo brado incontrollato e, mediante una gestione razionale del pascolamento, consentono di mantenere pulite ampie superfici, evitando la formazione di sterpaglie e contenendo l’avanzata del bosco, salvaguardando gli spazi aperti e con loro la varietà del paesaggio e dell’ambiente.
Ci si augura di poter proseguire l’iniziativa anche negli anni a venire, e se possibile migliorare ancora la qualità del servizio, introducendo la tosatura del gregge, e in prospettiva puntando anche al miglioramento genetico degli animali. Purtroppo l’insufficienza delle risorse rappresenta oggi una limitazione importante; ci si augura che da parte della Regione Lombardia, che questa tipologia di intervento ha recepito espressamente all’art. 12 comma 4 della nuova legge forestale 27/2004, si manifesti un interesse concreto con adeguati finanziamenti..




 


 
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